Poco prima della pandemia progettammo Melodia, una macchina da caffè per GIME (Gruppo Portioli) dagli ingombri ridotti, che non ha bisogno di allaccio alla rete idrica, e permette l’erogazione di un buon numero di capsule di caffè torrefatto al giorno (150 eurogazioni circa).
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Carimate 63, una sedia di vico magistretti
Tra il 2000 e il 2010 ho collaborato, a vario titolo, con alcune riviste di architettura e design.
Era ancora l’epoca nella quale le riviste si leggevano sulla carta e noi architetti venivamo coinvolti nella redazione di articoli, nell’organizzazione dei piani editoriali e, a volte, anche nella direzione artistica di quei libroni, belli da sfogliare e a volte anche da leggere, che uscivano in edicola con cadenza mensile.
Periodo colmo di impegni dai quali, in silenzio e dopo aver verificato che tutto procedeva, mi sfilavo il venerdi mattina per rintanarmi in casa a scrivere e nelle redazioni fino a tarda serata a discutere di cosa bisognasse parlare o ancora, per me era il massimo, andando in giro per Milano e provincia in cerca di storie, progetti, tendenze.
Poi arrivò l’editoria digitale
Si pensò che bastasse una cartella stampa per fare un bel pezzo o, peggio ancora, una bella rivista.
Disorientati dall’effervescenza dei social, spesso abusati, molti editori smarrirono la strada e tradussero la figura del giornalista in quella del ‘content creator’.
Fu inutile mettere in guardia sulla deriva che stava montando, provare a discriminare tra cultura editoriale e contenitori di news.
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Il design delle macchine per il caffè
Un pomeriggio di fine 1986,
siamo nell’aula del corpo centrale del Politecnico di Milano che affaccia su via Bonardi ai margini nord di Piazza Leonardo da Vinci.
Ogni venerdì pomeriggio, dalle cinque alle sette in avanti… più o meno a ruota libera, c’è il corso di Disegno Industriale del Professor Castiglioni, assistenti e prof si alternano ma quando c’è lui è una festa, sempre.
Oggi c’è più trambusto del solito e mi chiedo se gli altri sanno qualcosa che, come spesso mi capita, mi sono perso.
Mentre passeggio lungo il grande corridoio che passa sopra la vecchia biblioteca, ficcando per un attimo il naso nell’aula del Prof. Mangiarotti, noto – sul margine opposto del corridoio – un carrello in acciaio arancione su ruote che si avvicina con intorno un crocchio di persone … proprio come quelli sui quali si portano i libri da riordinare sugli scaffali giù da basso, e al centro riconosco gli occhiali tondi del Nostro.
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Signature | Design come linguaggio
Da tempo lavoriamo con la plastica.
Difficile farne a meno se ami il design, specie quello prestazionale nel quale il bilancio forma – funzione fa i conti a muso duro con quello che riguarda efficacia – durabilità.
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Immobili in transizione energetica_5
Le direttive sulla transizione energetica preoccupano anche te?
Hai letto anche tu le nuove direttive europee e sei andato in ansia … comprensibile!
Una volta recuperata la calma leggi queste brevi note, siamo convinti che ti saranno utili!
Ti proponiamo un breve esercizio basato sulla nostra esperienza: portiamo il tuo alloggio dalla classe energetica più comune nel nostro paese (F,G) fino alla classe D (richiesta dall’unione europea per il 2035).
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Immobili in transizione energetica_4
Un esempio e un bilancio sintetico
Ci siamo lasciati con la promessa che avremmo tradotto i concetti espressi nelle precedenti tre comunicazioni in un caso pratico: un progetto realizzato.
Parliamo, quindi, dell’efficientamento energetico di una casa monofamiliare nell’entroterra ligure a 5 km dalla costa.
Il progetto ha approfittato del Superbonus 110%, l’insieme di norme per la promozione dell’efficientamento energetico del patrimonio edilizio.
Entriamo subito nel dettaglio per descrivere un processo complesso ma concluso positivamente.
Buona lettura!
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Immobili in transizione energetica_3
Se cambia il clima gli edifici che fanno?
La volta scorsa abbiamo concluso introducendo due concetti nuovi: l’edificio performante e la sua impronta ecologica.
Nuovi perché ancora poco radicati nella nostra cultura abitativa che vede, come principali doti della nostra casa, le sue dimensioni e la vicinanza al centro urbano.
Poco importa se la qualità costruttiva è scarsa, gli impianti vetusti e, di conseguenza, abitarla produce un conto energia molto alto.
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Immobili in transizione energetica _ 2
le spinte al cambiamento
La volta scorsa abbiamo chiarito le differenze tra i due catasti che caratterizzano, ciascuno a suo modo, il nostro immobile.
Ambedue utili, senza dubbio, anche se come detto il futuro vedrà probabilmente una sintesi dei due che farà emergere, con pari dignità, la parte urbanistica – che riporta alle norme che regolano il territorio nel quale si trova l’immobile – e quella ecologica legata, invece, agli scambi energetici tra l’immobile e quel territorio.
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Immobili in transizione energetica _1
come cambia il valore della tua casa
Nei progetti Superbonus 110 degli ultimi tre anni ci siamo accorti che spesso l’utente ignora gli elementi che conferiscono valore al suo immobile.
Nonostante le alterne fortune del bonus citato, siamo convinti che la transizione energetica e le rinnovabili come strumenti di conferimento di valore agli immobili si possano considerare tra i principali motori di sviluppo economico del prossimo ventennio.
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Efficientamento energetico in Garfagnana
Oggi siamo in bassa Garfagnana, a qualche chilometro da Lucca per parlarvi di un Superbonus appena concluso.
Ci occupiamo dell’efficientamento per una casa unifamiliare.
Un’esperienza che si è rivelata molto complessa per lo studio e che vogliamo descrivervi per il carattere degli interni e l’originalità del processo appena concluso.
Partiti con ottimi propositi, infatti, coi clienti abbiamo dovuto rimodulare il progetto originale in fase di avvio a causa delle grandi asperità di un bonus pieno di tornanti normativi, stop di credito e cessioni.
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